In treccia

Dal 5 Agosto 2011 al 7 Agosto 2011

intrecci di canne e lentisco
a cura del cestaio Vincenzo Scarcia

Vincenzo Scarcia è uno dei pochi cestai rimasti a Massafra. Si dedica a quest’arte da quando era bambino e abitava nella zona di Santi Medici, sempre a Massafra. Ci è stato segnalato da un altro cestaio, proprio perché più propenso ad eseguire pubblicamente il suo lavoro: difatti si è reso da subito disponibile per le giornate di laboratorio che si sono tenute a Massafra il 5 e il 6 agosto, assistendo i partecipanti durante le varie fasi di lavorazione.

Taglia i rami di lentisco “i sting”, intreccia “i veng” per aprire i raggi del fondo e poi ancoraci la struttura portante che ne consente lo sviluppo in altezza. Per ancorarli bene devi intrecciare “i girateur”, che è sempre lentisco ma utilizzato con una funzione diversa. Poi devi decidere se vuoi metterci dei manici: se sì devi rafforzare in due punti opposti la struttura di “veng” che si sviluppa in altezza. Dopo di che puoi iniziare ad intrecciare le canne e raggunta l’altezza che più ti convince puoi finalmente chiudere il cesto con un nuovo intreccio di “girateur” per il bordo e di “sting” per il manico: è facile, che ci vuole!

Queste le istruzioni accompagnate da una rapida dimostrazione pratica. Il signor Vincenzo impiega 20 minuti per fare un cesto. Ha mani dure che riescono a tendere bene i rami di lentisco e ad ottenere fitte trame di intrecci.

 

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Vincenzo is one of the few basket makers still active in town. He has been doing this since his childhood, as his mother used to make a living as basket maker herself. At that time the basket weaving was addressed as a proper “female” activity, so the boys practising it preferred to hide themselves from prying eyes, for they felt ashamed for their condition. We had to struggle to get his contact, but we were rewarded by his kindness and helpfulness during the workshop’s days.

After a brief demonstration in front of the audience (usually it takes him about 20 min. to make a basket), he repeated each step slowly, in order to show the participants all the process’ phases. Understanding the basic hands movements was quite a demanding task, but once the participants understood them, they were able to continue on their own until the next step. A certain phisical strenght was necessary in order to keep the weaving tight with one hand while the other weave the strand, so at the end of the day many people suffered from sore hands or calluses, but it was worth it.

The traditional apulian baskets are made of several raw materials: olive tree’s sprouts or mastic tree’s branches for the base, the handles and upper structure, reeds cut into strands for the upper part.

 

Intervista

Nome

Vincenzo Scarcia

Mestiere

Cestaio

Anni

75

Indirizzo

via Colombo 30, Massafra

Chi è stato il suo maestro?

Ho imparato da mia madre, da bambino e non ho smesso più di farlo per tutta la vita. Dovrei avere una foto di mia madre mentre intreccia i panieri da qualche parte, all’epoca erano per lo più le donne che facevano questo lavoro, infatti tra I ragazzi che volevano apprendere il mestiere c’era quasi un sentimento di vergnogna nel farlo, molti lo facevano di nascosto.

In che zona è situata la sua bottega?

Normalmente lavoro nella mia casa di campagna, ai piedi dell’Amastuola, mi piace stare tranquillo, lontano dal rumore (inoltre si gode di una invidiabile vista fantastica sul golfo di Taranto, ndr).

Ma quando ero ragazzo lavoravo in zona Santi Medici, era pieno di cestai. Per lungo periodo ho smesso, perchè ho lavorato in una ditta di idraulica, ho ripreso dopo la pensione.

Che materiali usa e dove li reperisce?

I panieri e i cesti sono fatti fondamentalmente di canne, ramoscelli di ulivo e lentisco.

Tempo fa andavo regolarmente nel bosco delle Pianelle, a Martina Franca, per raccogliere “la macchia” ( i ramoscelli di lentisco, ndr), ma ultimamente la Forestale vieta di raccogliere il sottobosco, e allora devo andare fino in Basilicata o in Calabria! Ma le località non ve le svelo perchè sono segreto professionale!

Se invece devo raccogliere i germogli dell’ulivo, i polloni, mi reco nelle campagne qui vicino, quelli sono più facili da trovare.

Le canne invece le raccolgo sulle rive del fiume Tara, qui a Massafra.

Com'è la clientela abituale?

La maggior parte è gente comune; molte richieste arrivano anche dai fruttivendoli che usano i cesti per esporre la frutta nei negozi e nei mercati.

Ha mai pensato di aprire un negozio?

C’era una persona che rivendeva i miei lavori nella sua bottega, ma non è stato del tutto onesto nei miei confronti e quindi non gliene fornisco più.

A volte mi chiedono di partecipare alle sagre e ai mercatini durante le feste religiose, ma non mi va più di andarci, non è conveniente economicamente.

C’è qualcuno che porterà avanti la sua attività?

Una ragazza qualche anno mi ha contattato perchè voleva imparare a fare i cesti: veniva in campagna tutti i pomeriggi, era molto entuasiasta e soprattutto aveva pazienza e forza di volontà notevoli! C’è riuscita, in effetti, ha realizzato diversi panieri e fondi, penso che li abbia usati per fare I lavoretti per I bambini, lei è una maestra d’asilo. C’è stato anche un altro ragazzo ultimamente, che si è proposto di imparare, ma si è annoiato presto e ha lasciato perdere.

Non credo ci siano ancora persone disposte a imparare questo mestiere, non interessa più a nessuno.